Versione riassuntiva della giornata

Tanto in Italia quanto in Toscana negli ultimi anni si è assistito ad un esponenziale aumento di imprese “a conduzione straniera”. Recenti ricerche hanno rilevato che le attività imprenditoriali straniere crescono cinque volte in più della media nazionale, al punto che si è attestato al 42% il totale delle imprese sorte a partire dal 2017 grazie a iniziative imprenditoriali straniere.
Un fenomeno di tale portata ha assunto nel corso del tempo enorme rilevanza tanto per le nuove dinamiche relazionali, lavorative e produttive, quanto per lo sviluppo socioeconomico del Paese e delle regioni in cui questo si è manifestato maggiormente.
Il workshop, oggetto del presente documento, è stato pensato con l’obiettivo di innescare un dialogo e confronto fra i principali attori che a vario titolo si interfacciano con il mondo imprenditoriale straniero, dialogo mirato a far emergere le principali caratteristiche del rapporto tra territorio e attività imprenditoriali, delineandone i punti di forza e di debolezza con l’obiettivo di scambiare idee e soluzioni e contemporaneamente diffondere l’informazione e la consapevolezza su questo tema oggi così presente sul territorio toscano.
TAVOLO 1 – Gestione di impresa
Partecipanti al tavolo: Summit, CNA WORL Cina, CNA World Albania, Urbani di FONCOP, Fondazione Finanza Etica, Agenzia di servizi agli stranieri SUI Asia, Agenzia per servizi agli stranieri Europa dell’est, Camera di Commercio, IDOS Università di Parma, imprenditori.
Nel tavolo Gestione di impresa, è emerso come la rete di associazioni, istituzioni e enti che a vario titolo forniscono servizi e supporto all’imprenditoria straniera, non costituisca un sistema efficientemente correlato in grado di trasmettere al suo interno le informazioni e le conoscenze utili a creare un contesto di sviluppo per l’impresa a matrice straniera.
Dalla discussione è risultato necessario intervenire negli aspetti di formazione, di innovazione digitale e di informazione rendendo questi aspetti fruibili, facilmente reperibili e chiari per soggetti come le imprese a matrice straniera che devono di per sé superare le barriere socioculturali derivanti dal loro background di provenienza.
TAVOLO 2 – Sviluppo dell’impresa
Partecipanti al tavolo: associazioni di categoria, finanza etica, amministrazioni comunali, Regione Toscana, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e ultimi non per importanza imprenditori e aspiranti imprenditori stranieri.
Dal tavolo è emerso che, così come per la gestione di impresa, anche nello sviluppo e nella crescita dell’impresa la difficoltà primaria derivi dalle barriere culturali insite nel background diverso degli imprenditori stranieri. Tali barriere finiscono inevitabilmente nel creare un conseguente ostacolo nella vita dell’impresa che è la difficoltà di dialogo fra imprenditori e contesto circostante inteso come enti, associazioni e istituzioni, cioè tutti quegli attori che a vario titolo contribuiscono indirettamente al buon sviluppo del mondo imprenditoriale.
La discussione ha quindi evidenziato come sia necessario da una parte pensare ed individuare canali di dialogo e interscambio che possano favorire la trasmissioni di informazioni, know how che faciliti di conseguenza lo sviluppo e la permanenza dell’impresa a matrice straniera sul territorio toscano; dall’altra si necessita anche di una interpretazione normativa comune da parte di tutti quegli attori che incidono nell’offrire informazioni da parte di tutti quegli attori che incidono nell’offrire informazioni, ausili e servizi agli imprenditori.
TAVOLO 3 – Rapporto con il contesto locale
Partecipanti al tavolo: Comune di Sesto Fiorentino, Nosotras, Anci Toscana, Finanza Etica, Associazione Tunisina (Pontes), Summit Diaspore, associazione Ipartecipate e un collaboratore di CNA World.
Il tavolo ha visto come tema centrale il rapporto tra le istituzioni locali e gli imprenditori stranieri cercando di analizzare i punti di forza di questo rapporto ed evidenziando le varie criticità che invece caratterizzano il contesto locale.
Dalla discussione è risultato essenziale creare un servizio dedicato all’imprenditoria le cui competenze siano ben limitate e supportate da altri “centri di aiuto” abili a supportare le esigenze più pratiche e meno economiche degli stranieri.
Altro aspetto fondamentale risulta essere quello di creare un solido network in cui i servizi siano fortemente in contatto ma non solo a livello istituzionale. Si pensa ad un network che tenga dentro gli imprenditori stessi e capace di fornire delle reali opportunità di sviluppo lavorativo. Non è stato infine esclusa opportuna l’apertura di nuovi mercati non tanto per le imprese straniere quanto per quelle italiane che andrebbe a creare una commistione vantaggiosa per entrambi “gli schieramenti”.
TAVOLO 4 – Cooperazione internazionale e sviluppo innovativo
Partecipanti al tavolo: Summit nazionale delle Diaspore, moderatore del tavolo, Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ARCI, imprenditori e aspiranti imprenditori stranieri.
Dalla discussione svoltasi è emerso come, nonostante ci siano molte opportunità e strumenti a disposizione per l’impresa privata nel campo della cooperazione, sia comunque molto complesso per un imprenditore straniero riuscire a beneficiare concretamente di questi strumenti.
La cultura e la lingua diverse, per non parlare dei diversi modi di percepire la vita sociale, relazionale e professionale, sono gli elementi che creano reali barriere nell’accesso ai bandi e agli strumenti messi a disposizione dagli enti e istituzioni italiane.
E’ risultato quindi centrale ideare e sviluppare un sistema di intermediazione fra imprenditori e attori istituzionali che operano nel settore della cooperazione internazionale. Lavorare in maniera concertata attraverso l’individuazione di strumenti di accompagnamento e sostegno per le imprese garantirebbe indubbiamente una maggiore efficacia per quanto riguarda la realizzazione di tutte le opportunità di sviluppo a beneficio della cooperazione.

CONCLUSIONI

  • Mancanza/Costruzione di una rete, di un network che riesca a creare uno scambio di informazioni e know how top –down. Ciò che più è emerso dalla discussione nei quattro tavoli è che sia gli attori con cui le imprese si interfacciano sia gli strumenti e i servizi a cui queste possono accedere risultano in entrambi i casi talmente lontani e di difficile raggiungimento da non risultare intercettabili e quindi usufruibili. Questo crea un sistema a due piani paralleli destinati a non interagire, creando così un vuoto di azione e scambio che non produce sviluppo e crescita per quelle che sono le sue reali potenzialità.
  • Mancanza di una formazione adeguata del mondo imprenditoriale che aumenta le difficoltà di interazione con il contesto socio economico circostante già dettate dalle barriere culturali esistenti. E’ necessario quindi pensare ad un sistema di incentivi per la formazione degli imprenditori.
  • Alla base dei due punti sopradescritti è essenziale che ci siano dei centri, degli enti che costantemente siano in grado di studiare e monitorare il sistema e le sue evoluzioni così da proporre sempre più soluzioni e pratiche innovative ma che soprattutto siano corrispondenti alle esigenze e alle problematiche via via rilevate.

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