Project Description

ICSE & Co. ha un esperienza di oltre 6 anni di assistenza alla valorizzazione delle “competenze straniere” sul territorio toscano, e oggi conta una rete di collaborazioni con le associazioni straniere sul territorio formata dalle comunità albanese, cinese, congolese, rumena e referenti di altre comunità.

ICSE & Co. inoltre è un’organizzazione legata al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Firenze e si avvale della consulenza di un Comitato Scientifico di DISIA e DSPS, comitato che negli ultimi 4 anni è stato riferimento nell’ambito della ricerca sociale rivolta alla valorizzazione degli studenti stranieri e delle risorse umane specializzate presenti sul territorio toscano.

Infine, ICSE & Co ha un’esperienza sul territorio pistoiese per quanto riguarda i percorsi di formazione e informazione rivolta alle imprese, esperienza basata sulla collaborazione con l’agenzia formativa IRECOP, CNA Toscana centrale, e CFC Formazione, specializzata nell’aiuto alle piccole imprese per l’ottenimento dei fondi interprofessionali dell’INPS. Quest’ultima esperienza fa riferimento ad una collaborazione diretta con singole imprese e che si traduce in una risposta ai fabbisogni formativi di queste.

 ALCUNI DATI SULL’IMPRENDITORIA STRANIERA IN ITALIA

 La fitta trama delle relazioni produttive che contraddistinguono il tessuto socio-economico italiano, rappresentandone uno dei tratti più caratteristici e distintivi, si è arricchita, nel corso dell’ultimo decennio di una ulteriore componente, dinamica ed eterogenea : i lavoratori autonomi e gli imprenditori di origine straniera, sempre più numerosi e portati a guardare all’imprenditorialità come ad una possibile strategia di resistenza e di riscatto socio-economico. Così, mentre le imprese condotte da soggetti nati in Italia conoscono un lento ma graduale ridimensionamento, acuito e accelerato dalla crisi, quelle gestite da imprenditori nati all’estero continuano a crescere, contribuendo a mantenere in equilibrio l’intero sistema imprenditoriale del Paese. Si tratta di imprese “semplici” sul piano della struttura e della gestione dell’ attività, ma si tratta anche , in misura crescente, di imprese più complesse e strutturate, o comunque di attività capaci di resistere  ai prolungati effetti della attuale congiuntura negativa e quindi di richiamare l’interesse e l’attenzione degli organi di indirizzo e di governo internazionali. In Italia le imprese straniere continuano ad aumentare, superando così quota 580 mila.

Secondo i dati dell’indagine condotta da Unioncamere- Infocamere a partire dai dati del Registro delle Imprese della Camera di Commercio, nel II semestre del 2017 il saldo tra aperture e chiusure di aziende guidate da persone non nate in Italia segna ancora un bilancio positivo che ha sfiorato le 7 mila unità e se nel 2011 il sistema delle imprese straniere in Italia pesava per il 7.2% sull’universo delle imprese totali, nel 2017 la loro incidenza è salita al 9.5% indice di una popolazione immigrata sempre più attiva nello scenario economico del Paese. Il settore in cui le imprese di stranieri sono maggiormente presenti è quello del commercio (circa 208mila imprese, il 36% di tutte le aziende a guida straniera), seguito dalle costruzioni (132mila, il 23% delle straniere) e da alloggio e ristorazione e manifattura (entrambe prossime alle 45mila unità). Quasi un impresa di stranieri su tre (il 31,8%) è artigiana. La regione più attrattiva per l’insediamento di imprenditori non italiani è la Lombardia con 113mila realtà, seguita dal Lazio (76mila) e dalla Toscana (54mila).

In Toscana, le imprese straniere (quasi 50mila), rappresentano oltre il 15% del sistema imprenditoriale toscano, sono aumentate di oltre 1.873 aziende tra il 2014 e 2015, e al 2016 siamo a 1100 in più rispetto al 2015. È una dinamicità tipica italiana e d’eccellenza oggi anche Toscana. In Toscana, il 31% delle imprese operanti nella filiera delle costruzioni sono artigiani imprenditori stranieri. Negli ultimi tre anni, nonostante ci sia stato nel settore un calo di migliaia di imprese edili toscane, tra i dati rappresentati da imprese condotte da stranieri invece l’aumento è rimasto in lieve crescita. Infine, in Toscana le imprese femminili sono oltre 95mila, il 23% del sistema imprenditoriale.

Infine occorre rilevare che se da una parte le imprese straniere presentano un grande potenziale di sviluppo, dall’altra molte caratteristiche che le contraddistinguono rappresentano un impedimento che le costringe spesso ai margini del contesto istituzionale, sociale ed economico in cui si trovano  a nascere e svilupparsi. Questa distanza di dialogo tra l’imprenditoria straniera e il territorio in cui  si sviluppa crea un effetto di esclusione, piuttosto che di inclusione e interazione che ne sfrutti al massimo la loro potenzialità, e contribuisce a creare una sorta di “ ghettizzazione settoriale” che, non producendo interscambio, non porta alla nascita di sinergie positive di sviluppo e crescita per tutte le parti in causa.

A fronte della portata del fenomeno imprenditoria straniera e dunque del forte impatto economico che questo ha sul nostro territorio, riteniamo quantomeno utile indagarne maggiormente e più approfonditamente le caratteristiche principali al fine di proporre uno studio di settore che possa essere la base su cui pianificare e immaginare interventi di aiuto alla formazione, di tutoraggio e sostegno alla propensione imprenditoriale che abbiano come obiettivo quello di colmare le lacune e le inefficienze dell’interazione tra le imprese straniere e il territorio circostante in modo tale da produrre crescita e sviluppo efficienti.

DESCRIZIONE DELLA RICERCA

Servizio di Ricerca ed Analisi sulle Imprese Straniere in Toscana”, in affidamento diretto con IRPET, sul fenomeno imprenditoria immigrata nel territorio Toscano. L’analisi verrà condotta con un’indagine quantitativa e una qualitativa sul campo, nell’area di Firenze, Prato e Pistoia. L’obiettivo finale è quello di avere un maggiore conoscenza e approfondimento sulle caratteristiche dell’impresa immigrata ma sull problematiche di inclusione e rapporto col territorio circostante.

Il quadro conoscitivo dovrà essere indirizzato alla migliore individuazione e comprensione degli elementi distintivi di questa parte dell’economia regionale, anche al fine di informare e supportare gli interventi regionali a sostegno del sistema economico, attraverso la formazione, tutoraggio e sostegno alla propensione imprenditoriale. Il lavoro di ricerca si articolerà in due fasi principali, la prima che seguirà una metodologia quantitativa di analisi dei dati e la seconda che seguirà invece una analisi qualitativa dei dati per migliorare la lettura analitica e integrata del fenomeno.

  • ANALISI QUANTITATIVA

Si analizzerà il quadro di riferimento del sistema dell’imprenditoria straniera in Toscana, cercando di ricostruire il numero di imprese, di addetti e di produzione per settore e area territoriale.

Le variabili che andremo ad analizzare maggiormente sono la nazionalità, i settori industriali di riferimento, le aperture e chiusure nel tempo (in un range dal 2010 al 2017 fino al secondo trimestre), l’evoluzione aziendale, la dispersione territoriale.

In un primo momento l’analisi si concentrerà sulla ricerca dei dati , ricerca che dovrà attingere da più fonti, nonché includere più livelli istituzionali. Le fonti principali di riferimento saranno il Registro delle Imprese, i dati della Camera di Commercio.

Una volta finita la fase di raccolta dati, procederemo ad una analisi statistica e quantitativa in modo da trarre da questi un report che descriva in maniera approfondita le caratteristiche e l’evoluzione dell’imprenditoria straniera in Toscana. Report che sarà la base su cui si incentrerà la seconda fase  di ricerca che seguirà invece una metodologia qualitativa di analisi dei dati.

  • ANALISI QUALITATIVA

La seconda fase della ricerca è costituita dall’indagine qualitativa che ha come obiettivo lo studio dell’interazione fra l’imprenditoria immigrata e il territorio circostante inteso come rapporto con le istituzioni locali, con le organizzazioni aggregative di interessi, con i corpi intermedi della società quindi come capacità di inserirsi e rimanere nel quadro legale, sociale ed economico in cui l’impresa nasce e si sviluppa. L’indagine qualitativa andrà dunque ad indagare quali tra le variabili (intese come caratteristiche dell’imprenditoria straniera quali nazionalità, evoluzione aziendale, settori industriali) rilevate dalla ricerca quantitativa sono quelle che più influiscono nell’interazione con il territorio e in che modo questo avviene.

Lo strumento utilizzato in questa fase sarà quello dei Focus Group. La costruzione dei focus group, in questo caso, sarà in parte subordinata ai risultati della prima fase della ricerca, che ci permetterà di avere un quadro il più preciso e ampio possibile del fenomeno imprenditoria immigrata in Toscana e che consentirà di capire meglio quali variabili trattare e come farle interagire fra loro nella costruzione dei Focus Group. Verrà elaborato un format pilota come base di partenza dei focus group che verrà applicato a due comunità pilota scelte.

CONCLUSIONI

 Dai risultati emersi nelle due fasi verrà redatto un report di ricerca che contenga:

  1. una rassegna iniziale della letteratura sull’analisi dell’imprenditoria straniera e sugli interventi a sostegno;
  2. una descrizione dei risultati della fase 1;
  3. una descrizione dei risultati della fase 2;
  4. le implicazioni inerenti i fabbisogni di sostegno da parte delle tipologie di imprese straniere presenti in Toscana su cui si è concentrato l’approfondimento;
  5. gli eventuali strumenti in possesso di Regione Toscana che potrebbero essere utilizzati per intercettare i fabbisogni individuati.