Il 22 febbraio abbiamo presentato presso la sede dell’Istituto Regionale per la programmazione economica della Toscana (IRPET) la prima fase di un lavoro che ci coinvolge da mesi e che ci continuerà a vedere impegnate fino all’estate. Si tratta di uno studio sull’imprenditoria straniera in Toscana e sul rapporto che questa ha con il territorio in cui si insedia. Crediamo nella costruzione di una società multiculturale e nell’importanza sociale che le attività economiche hanno sulla società: lavoro, sviluppo, innovazione sono legati all’attività delle imprese, di qualunque dimensione queste siano.

Presentiamo quindi una prima fase della ricerca, vuole essere in particolare una dichiarazione di intenti, una definizione di obbiettivi comuni per far crescere una conoscenza comune ed una comune volontà di proseguire su questi percorsi.

Il lavoro è promosso da ICSE&Co in collaborazione e sotto affidamento diretto di IRPET e si caratterizza per  lo studio di una parte di imprenditoria straniera che opera e cresce sul nostro territorio all’interno del sistema di riferimento formale, indagandone le caratteristiche, il tipo di interazione con il territorio, e l’impatto di questa interazione su tutto il sistema economico sociale e culturale in cui le imprese straniere si sviluppano. Il territorio su cui questa ricerca si concentra è la regione Toscana, con un focus particolare sulla area metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia.

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L’indagine è condotta attraverso una metodologia mista di analisi che, da un lato, prevede uno studio dei dati sulle imprese straniere, dati presi da IRPET, INPS e UnionCamere e analizzati secondo alcune variabili da noi scelte; dall’altro, invece, prevede una serie di interviste e focus group a quegli attori come istituzioni locali, associazioni di categoria, professionisti del settore, che a vario titolo si interfacciano con le imprese straniere.

IDOS, partner della ricerca, ogni anno mostra la situazione italiana nel Rapporto Immigrazione e Imprenditoria, pubblicazione annuale.

La ricerca condotta da ICSE&Co si inserisce all’interno di un disegno che vuole raccontare le esperienze di imprenditoria straniera basandosi dell’evidenza dei fatti e sulla realtà dei dati: in Italia, nel 2016 solo gli imprenditori stranieri provenienti dai primi cinque paesi del Mediterraneo (Albania, Tunisia, Algeria, Marocco e Egitto) per presenza sul territorio nazionale, sono 135.000.

Ugualmente l’imprenditoria immigrata dimostra di essere più resistente alle difficoltà che la crisi economica ha presentato. Molti imprenditori immigrati hanno accettato condizioni lavorative peggiori dal punto di vista lavorativo per gli orari di lavoro oltre che per i profitti realizzati.

Nel periodo considerato tra il 2011 e il 2016 il numero di imprese straniere è aumentato del 25% mentre, nello stesso periodo, le imprese italiane sono diminuite del 2,7%. La creazione di Start up innovative, in particolare, permette di usufruire di condizioni legislative (per la regolarizzazione della presenza sul territorio nazionale) migliori gli stranieri che arrivano in Italia.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, abbiamo ritenuto importante promuovere questo incontro al fine di poter mettere in relazione e in dialogo le istituzioni, le associazioni di categorie, gli esperti del settore e gli imprenditori stessi per cercare di sviluppare le sinergie positive tra i territori e le attività produttive di origine straniera che possano portare alla creazione e alla costruzione di interventi e modelli di interconnessione fra queste realtà tali da migliorare la crescita e lo sviluppo per tutti.